Cavitazione: indicazioni ed effetti collaterali


Trattamento di cavitazione nella zona delle "culotte de cheval"
Riprendo il discorso dal post precedente per entrare più nel dettaglio degli effetti degli ultrasuoni sui tessuti umani. 



Principalmente, gli effetti dell'onda ultrasonica riguardano il riscaldamento dei tessuti attraversati ed il fenomeno fisico detto “cavitazione”.
Mentre il concetto di riscaldamento è di facile comprensione, occorre definire meglio l’effetto di cavitazione: essa consiste nella formazione di micro bolle nei citoplasma cellulare.

Dato che i tessuti contengono acqua, la pressione meccanica delle onde ultrasoniche spinge l'acqua in profondità. Quando l’acqua incontra ostacoli di una certa densità, viene bloccata e quindi compressa fino al punto in cui, l'energia contenuta nelle molecole supera il limite, per cui queste esplodono provocando microbolle di vapore, che sono delle vere onde d’urto, con una quantità d'energia tale da creare delle alterazioni sui tessuti. Questo è in sostanza, ciò che s’intende per cavitazione.

Se si utilizzano apparecchi ad ultrasuoni a bassa frequenza, cioè con lunghezze d'onda in KHz e si usa una potenza di circa 1000 watt/cmq, le onde d'urto sono in grado di penetrare parecchio in profondità e possono generare fenomeni dannosi.
Con queste energie in gioco, come spiega il Professor Bacci, si ottiene anche il riscaldamento dei tessuti, che causa:
degenerazione proteica
alterazioni del DNA
lesioni delle membrane
necrosi cellulare

La cavitazione nel tessuto adiposo
Nel tessuto adiposo esiste solo il 7% d'acqua, per cui il fenomeno della cavitazione risulta molto scarso. Tuttavia, se nel tessuto adiposo si infiltra un'idonea quantità di acqua, o soluzione fisiologica, la cavitazione così ottenuta danneggia la parete cellulare dell'adipocita attraverso la “lipoclasi” e fa uscire gli acidi grassi, che verranno poi riassorbiti dall'organismo e dal fegato.

Per lipoclasi si intende la deframmentazione dell’adipocita, cioè la sua rottura.

In Estetica Professionale non medica
sono permessi ultrasuoni ad alta frequenza, dosati in MHz, che non raggiungono i tessuti più profondi. Questa tecnologia è usata per produrre un discreto aumento di temperatura tessutale, la quale permette una moderata lipolisi fisiologica del tessuto adiposo superficiale, senza generare lipoclasi. Ne consegue una modesta attivazione del metabolismo fisiologico adiposo, senza rottura delle cellule adipose e conseguente pericolosa liberazione degli acidi grassi nei tessuti.

L’aumento di temperatura e la vibrazione dei tessuti stimola anche la produzione di nuovo collagene, riducendo le briglie fibrose. Il trattamento con ultrasuoni ad altra frequenza permette anche di ottenere:

migliore uniformità del tessuto
migliore vascolarizzazione
minor presenza di cellulite

Indicazioni
Gli apparecchi ad ultrasuoni ad alta frequenza (dosati in MHz) aiutano a migliorare la consistenza e la compattezza del tessuto, la tonicità cutanea e favoriscono la riduzione dell'edema e della lassità.


Inoltre, gli ultrasuoni ad alta frequenza possono essere usati anche per veicolare nel sottoderma sostanze ad azione topica, tipicamente

> lipolitiche, ma anche
> anti age

Suggerimenti per il corretto utilizzo degli ultrasuoni
Le recenti schede tecniche ministeriali collegate alla Nuova Legge Estetica ammettono all'uso estetico non medico gli apparecchi che generano ultrasuoni ad altra frequenza, compresi nella fascia fra 0,8MHz e 3,5MHz, con una densità  massima di
potenza di 3Watt/cmq. 



Per ragioni di sicurezza devono essere esclusi dai trattamenti i soggetti con lesioni cutanee nell’area da trattare. Inoltre è sconsigliato l'impiego vicino a strutture ossee e cartilagini.


Risultano particolarmente pericolose:
le zone delle culotte de cheval, per la presenza femorale
la regione dell'apparato femminile riproduttivo (quindi il basso ventre)
gli arti che presentano varici

In tali zone, l'uso di apparecchi ad ultrasuoni a bassa frequenza (cioè quelli dosati in KHz ed esclusi dal settore estetico) ha portato alla segnalazione (da confermare) di danni alle articolazioni delle mani dell'estetista che usa gli ultrasuoni nell’adiposità dell'addome, plicando la cute con le dita.

Hai un apparecchio ad ultrasuoni, o pensi di inserirne uno in Istituto?

Vuoi essere sicura che i parametri delle tue apparecchiature estetiche siano a norma?

Allora scarica subito le schede tecnico-informative delle apparecchiature estetiche ammesse all’uso nei Centri Estetici, secondo la Nuova Legge Estetica del Luglio 2011, che ha posto in vigore il Decreto Legge del del 12 Maggio 2011.

Clicca sul link qui sotto e compila il form di richiesta gratuita:




Materiale tratto da NT International.

Nel prossimo post (QUI) dedicato a come lavorano i Centri Estetici fuori dall'Italia ti racconto una "storia scabrosa" accaduta ad una tua collega italiana...

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F.Thinkpositive


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