Estetista: occhio all'adeguamento delle apparecchiature estetiche



Adeguamento delle apparecchiature estetiche: fregatura dietro l'angolo per l'Estetista
Adeguamento delle apparecchiature estetiche: Estetista attenzione alle fregature!

Ci risiamo: la nuova fregatura dietro l'angolo pare essere l'adeguamento delle apparecchiature estetiche da parte di aziende che hanno solo l'obiettivo di venderti parti di ricambio...
 

Riparte da qui il post pubblicato la settimana scorsa:

"Ma entriamo nel merito della scheda dei Solarium, i prodotti dei quali io mi occupo. Il Decreto, relativamente alla scheda N°7 sui solarium, non fa altro che ribadire le indicazioni europee del 2007 con una variante, ovvero, è fatto esplicito divieto di evidenziare gli aspetti positivi dell'abbronzatura nonostante questi siano ben noti ed alimentino una letteratura scientifica internazionale molto corposa [che facciamo, ritorniamo ai tempi dell'inquisizione?! n.d.a.].

Tutti i solarium dovranno avere un'emissione massima di 0,3Watt/mq.
ln teoria è tutto facile: le aziende di produzione, per i modelli per i quali e possibile procedere, propongono un kit di adeguamento ai propri clienti, che hanno la possibilità di acquistarlo o sospendere l'utilizzo del solarium, se non corrispondente all'emissione indicata.


Nella pratica la questione si complica un pò: non essendoci controlli, nessuno vuole adeguare le apparecchiature abbronzanti poiché questo le renderebbe meno performanti di quelle dei concorrenti (che non procederanno all'adeguamento).

Molte aziende, con l'obbiettivo di vendere parti di ricambio, si candidano per “adeguare” qualunque solarium, consci del fatto che non esistono sistemi di verifica codificati.

Le AUS e le associazioni di categoria, inoltre molto spesso non sanno dare alcuna risposta alle richieste delle Estetiste, lasciandole esposte ai rischi d’informazioni parziali e di parte, scaricando su di loro i rischi enormi di scelte sbagliate.

Proviamo, di seguito, a dare qualche indicazione concreta:
1. l'emissione di 0,3 Watt/mq è la quantità di irradianza massima che incide sull'utente, e quindi un valore dato dall'insieme delle sorgenti luminose, misurate alla distanza nella quale e posizionato l'utilizzatore. Non esistono quindi lampade o tubi a 0,3 Watt/mq come alcune aziende pubblicizzano.

2. L'adeguamento, oltre ad un intervento tecnico atto a ridurre l'emissione del solarium al limite previsto dal Decreto, comporta:

a) La modifica al manuale di uso e manutenzione;

b) La realizzazione delle informazioni necessarie da appendere in cabina;

c) La dichiarazione dell'emissione (a 0,3 Watt/mq) su carta intestata dell'azienda e sottoscritta da un tecnico autorizzato;

d) La nuova targa dati che attesta la modifica effettuata sul solarium ed il mantenimento delle sicurezze elettriche e meccaniche.

3. Prima di richiedere l'adeguamento richiedete al produttore quale sia l'emissione del solarium e di quanto si “allunghino" i tempi di esposizione. Per alcuni modelli l'adeguamento potrebbe rendere di fatto inservibile l'apparecchiatura e quindi concretizzarsi in una spesa inutile.

4. Possono essere adeguati sia i solarium a bassa pressione (con tubi), che quelli ad alta pressione (lampade e filtri). Alcune difficoltà possono emergere sull'adeguamento di apparecchiature datate.

5. Ad adeguare il solarium deve essere l'azienda di produzione, interventi fatti da altre aziende, che offrono “certificati" per commercializzare lampade e componenti, incidono sulle sicurezze elettriche delle apparecchiature, annullando le garanzie e le responsabilità del produttore.

5. I solarium a Norma, ovvero che emettono nel limite di 0.3W/mq abbronzano meglio, con il vantaggio che espongono l'utilizzatore a meno rischi di eritemi ed offrono tutti gli aspetti positivi (non solo estetici) di una sana abbronzatura.

7. Attenzione, dal momento di entrata in vigore del Decreto è bene sospendere immediatamente l’utilizzo dei solarium non a norma poiché nasce, in capo al titolare del Centro, una responsabilità civile e penale sull'utilizzo improprio di apparecchiature non consentite (lo stesso suggerimento vale ovviamente per le altre apparecchiature).
[ad esempio luce pulsata e cavitazione. n.d.a.].

Qualunque dubbio possa emergere dalla situazione creata dal Decreto, credo che la cosa più sensata da parte delle Estetiste sia di adottare un atteggiamento “prudenziale “ e formulare le richieste, sempre in forma scritta, alle Associazioni di Categoria, alle quali sono iscritte, o agli Enti Locali, ed attendere e pretendere indicazioni scritte (… verba volant…).

Mi auguro che, presto, gli attori del nostro settore possano predisporre un sistema d’informazione “preventivo" più rispettoso della categoria e consentire alle Estetiste di prendere le loro decisioni ed effettuare i loro investimenti sulla base di informazioni certe."


Francamente me lo auguro anche io.


Vuoi leggere l'articolo completo del Dott. Valentino Astolfi ?
Clicca sul link qui sotto e vai alla prima parte:


--> Quali apparecchiature estetiche potrai ancora utilizzare nel tuo Istituto?

E tu, cosa ne pensi di questa situazione? Sei d'accordo con le modalità con cui è stato regolamentato il settore? Lascia il tuo commento qui sotto!

Stay Tuned!
F.Thinkpositive


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4 commenti:

  1. Gli adeguamenti possono essere fatti da qualsiasi tecnico o azienda che abbia le opportune strumentazioni di misurazione riconosciute a tale scopo dalla normativa Europea e che tale azienda sia iscritta nel giusto ruolo alla camera di commercio come fornitore/commerciante/ di forniture per centri estetici fornendo le garanzie,manutenzione e assistenza tecnica necessarie ad effettuare l'adeguamento o portando le macchine alla giusta irradianza, anche con opportune modifiche di cui ne sarà responsabile l'azienda o tecnico che avrà fatto il lavoro.
    Poi se contiamo che molte apparecchiature imesse sul mercato risulta avere i costruttoti/produttori già falliti e inesistenti a prestare tale servizio di assistenza e manutenzione, a questi sfortunati clienti chi gli mette le macchine in regola con la nuova irradianza??? allora dovrebbe rottamarla perchè non esiste l'azienda che l'ha venduta? e buttare via 5 o 10 o anche 20 mila euro di capitale investito???
    Non credo sia giusto cosi!

    Giovanni

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  2. Caro Giovanni, comprendo il tuo punto di vista. Purtroppo le cose che non sono giuste sono moltissime.

    E' vero che se l'azienda produttrice è fallita, non potrà adeguare l'apparecchiatura estetica, ma in tutti i casi in cui, invece, l'azienda resta sul mercato, il rischio che questa non riconosca la garanzia sull'apparecchiatura, allorché emerga un intervento tecnico non effettuato da essa, è reale e concreto. Per non dire certo.

    Quanto poi alla rottamazione, in effetti per la legge le cose stanno in questi termini: se un'apparecchiatura estetica non può più essere usata, perché non inclusa nelle schede, come ad es la cavitazione, o la luce pulsata, oppure perché non può essere adeguata per ovvie ragioni di natura tecnica (scarsa efficacia) o commerciale (prezzo molto elevato), di fatto deve essere ritirata fisicamente dal Centro Estetico, e ciò equivale a buttarla via. Che sia costata 5.000 0 50.000 Euro.
    Purtroppo le cose stanno così.

    F.ThinkPositive

    RispondiElimina
  3. F.T. allora perchè NON AMMETTI che la certificazione può essere effettuaa DA UN TECNICO O AZIENDA QUALIFICATA CON STRUMENTO ADEGUATO (costa circa 50.000E) e fai lo spot per le case costruttrici?????

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    Risposte
    1. Caro anonimo, due precisazioni sulle tue affermazioni:

      - I miei due articoli sull'argomento sono stati tratti da un intervista effettuata al Dott. Valentino Astolfi, presidente di ISO Italia. Se segui il link al primo post lo puoi verificare. L'intervista è stata pubblicata sulla rivista Les Nouvelle Estetiques, numero di Giugno/Luglio. Io ho solo riportato quanto appreso dalla rivista. Qualora tu non sia d'accordo, esponi le tue ragioni alla fonte delle informazioni.

      - Quanto affermato dal Dott. Astolfi è comunque conforme alle prescrizioni di legge, la quale stabilisce che l'eventuale adeguamento ad un'apparecchiatura estetica possa essere fatto solo dalla casa costruttrice. Non a caso, infatti, l'adeguamento implica la modifica al manuale di uso e manutenzione e l'emissione di una nuova targa dati (cose che solo il costruttore può fare). Inoltre, l'intervento su qualsiasi apparecchiatura non effettuato dal costruttore ne invalida la garanzia. Di questi ultimi fatti tu ne sei a conoscenza?

      Se desideri uno spot anche nei tuoi confronti, fammi sapere come ti poni, rispetto a questi fatti, verso i soggetti a cui proponi l'adeguamento di apparecchiature prodotte da altri.

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