Oggi ti riporto la sintesi di un’intervista su un tema molto scottante e di attualità nel campo dell’estetica: gli ultrasuoni “cavitazionali”.
Ho realizzato questa intervista ad alcuni operatori del settore, in occasione del 30° Congresso “Les Nouvelles Esthétiques”, svoltosi a Milano a metà Ottobre 2009.
Alla domanda “quale argomento ti ha particolarmente colpito tra quelli trattati durante le sessioni di aula del Congresso”, la risposta, praticamente unanime, riguardava l’argomento “cavitazionali”.
Ho approfondito ed è così emerso il grande interesse suscitato dall’intervento tenuto dai Prof. Bacci e Ceccarelli (il Prof Ceccarelli può essere considerato come il “padre” dell’introduzione degli ultrasuoni cavitazionali in campo medico”).
Intervento al quale ho assistito anche io.
Il focus di questa tavola rotonda verteva sulla diffusione ed impiego delle apparecchiature “cavitazionali” nel campo estetico e da parte di estetiste.
I due relatori avrebbero dimostrato che gli ultrasuoni “cavitazionali” impiegati nel campo dell’estetica sono dannosi.
Come già da tempo si dice, il grasso non cavita!
La cavitazione consiste infatti, nell’implosione di micro bolle, che avviene solo se c’è presenza di acqua nei tessuti.
Approfondendo:
Il sistema di trattamento dell’adiposità localizzata mediante ultrasuoni cavitazionali è stato introdotto in campo medico e si basa su una metodica strettamente medica.
Sinteticamente, il medico prima inietta una soluzione istotonica all’interno dei tessuti, poi applica gli ultrasuoni cavitazionali, ed infine applica una serie di drenaggi, cioè aghi collegati a dei tubi per drenare all’esterno i residui di colesterolo e trigliceridi che vengono rilasciati in seguito alla rottura degli adipociti.
Questa è quindi una pratica di stretta competenza medica.
L’applicazione di macchine con lo stesso tipo di frequenza e potenza, che sono utilizzate in un circuito, così detto “a secco”, come nel campo dell’estetica, non ha nulla di medico e nulla a che spartire con la pratica così come descritta sopra.
In estetica, quindi, vengono impiegate apparecchiature con potenze e frequenze mediche, senza però aver prima iniettato alcuna soluzione isotonica nei tessuti!
Chiarito questo aspetto, ci si chiede quali implicazioni possano esserci a seguito di una pratica totalmente differente, come quella adottata dalle estetiste…
E’ stato quindi dimostrato, mediante la proiezione di una radiografia e di un’ecografia, che il fascio di onda ultrasonica cavitazionale riesce facilmente a raggiungere la profondità dei tessuti fino ad arrivare alle ossa.
L’onda ultrasonica viene respinta dalla massa ossea e rimbalza indietro, senza generare alcun tipo di solubilizzazione dei grassi.
E’ ben chiaro che questo non ha alcun senso, no?
Inoltre, questa situazione determinerebbe, di conseguenza, solo un danno a tutti i tessuti ed organi che vengono attraversati dal fascio di onde ultrasoniche al disotto della frequenza di 1MhZ.
E qui bisognerebbe cominciare a porsi qualche domanda….
Ad esempio: cosa comporta tutto ciò per l’estetista?
Cosa dovrebbero fare le estetiste che hanno, nel loro centro, un’apparecchiatura ad ultrasuoni cavitazionali?
Purtroppo, e per fortuna, mi concederai, è stato chiaramente preannunciato che, per la fine dell’anno 2009 sarà emesso un formale divieto di impiego di apparecchiature così dette “cavitazionali” in campo estetico. Quindi le estetiste non potranno più utilizzarle.
L’uso degli ultrasuoni cavitazionali sarà quindi consentito soltanto alla categoria dei medici, come è giusto che sia, trattandosi, come precedentemente descritto, di una pratica tipicamente medica.
Dovranno pertanto essere portati via dai centri estetici gli eventuali apparecchi cavitazionali attualmente presenti, poiché non potranno più esservi utilizzati.
È stato inoltre annunciato un importante convegno l’ultima settimana di novembre 2009, con l’intervento del Ministro della Sanità Sacconi.
Affronterò, in un prossimo post, molto ravvicinato, la seconda parte di questo intervento specifico sulle apparecchiature cavitazionali in estetica.
Tratterò in modo specifico dei danni (documentati) che sono stati provocati dall’uso improprio di questi strumenti medici.
Resta quindi sintonizzata su questo blog.
Se sei un’estetista, forse ti interesserà sapere che io avevo parlato di questo argomento, preannunciando, in un certo senso, questi fatti nel mio Special Report gratuito “Le 10 Regole del Successo in Estetica”, che trovi qui a fianco sulla tua destra.
Non mi ero quindi sbagliato.... Lo avevo solo relegato al decimo posto!
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Tu cosa ne pensi di questa vicenda?
Che tu sia Estetista o Cliente dell’Estetista, questi fatti toccano tutti noi (che abbiamo a che fare con il Centro Estetico, anche per trattamenti differenti) molto da vicino.
Mi piacerebbe leggere il tuo parere su questo argomento.
Coraggio, fammi sapere come la pensi!!
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