I Peptidi biomimetici: le [piccole] "parti di ricambio" delle nostre cellule




Continuiamo il nostro viaggio nella moderna cosmeceutica.

Un momento, magari ti starai chiedendo cos'è la cosmeceutica, giusto?



Molto semplicemente, è una specializzazione della cosmetica, in cui i principi attivi ed i sistemi di lavorazione impiegati dimostrano la loro efficacia attraverso studi clinici pubblicati su riviste scientifiche, esattamente come avviene per l'efficacia dei farmaci.

A meno che questa definizione non venga usata per soli
scopi di marketing (e spesso succede!!), si tratta dell'apice della cosmetica, il "top-level", se preferisci.


Chiarito questo aspetto, oggi vorrei parlarti di


Ne avrai già sentito parlare, forse. Se non ne hai mai sentito parlare tanto meglio, purtroppo su questi temi tecnici c'è tanta confusione, tanto "fumo" e poca sostanza. 
E' il problema che nasce quando il marketing diventa l'unico strumento "di traino" a disposizione di chi non può contare su solide basi scientifiche e mediche.

Questo argomento è piuttosto complesso, ma cercherò di essere breve e soprattutto semplice, perché desidero che tu abbia un'informazione di base chiara ed utile per le tue scelte, non confusione o nozionismo!



I peptidi biomimetici sono molecole che nascono dagli studi volti a "costruire" la pelle in laboratorio, per creare "materiale" su cui effettuare sperimentazioni di prodotti per la riparazione della pelle stessa.

I peptidi biomimetici hanno la capacità di imitare, (mimare) i meccanismi di funzionamento delle cellule.


Si tratta di piccole sequenze di aminoacidi che funzionano come piccole "parti di ricambio" sulle membrane delle cellule, allo scopo di migliorarne i meccanismi di funzionamento.


I peptidi biomimetici infatti, vanno a sostituirsi, ad esempio, a quelle sequenze aminoacidiche che, con il tempo, vanno rallentando i loro meccanismi di funzionamento. Vedi il caso, ad esempio, del fattore di crescita cutaneo (Tgf-beta).


Utilizzando queste molecole nei prodotti cosmeceutici è quindi possibile stimolare determinati fattori di crescita a funzionare meglio, cioè a dar loro un po' di "carburante", a non essere più nella fase rallentata, riportandoli alla condizione giovanile.


Perciò, quando i pepetidi biomimetici vengono usati, ad esempio, in preparati per il ringiovanimento del volto, è facile comprendere come loro agiscano: continuando a stimolare la pelle a produrre cellule nuove, fresche, come quando eravamo giovani.

    
Si tratta quindi di mettere in atto, in un certo senso, potenti meccanismi riparativi dell'epidermide.

La particolarità di queste molecole richiede che esse siano impiegate in prodotti che abbiano particolari sistemi o tecniche di veicolazione per poter penetrare nell'epidermide.

Una cosa interessante, non credi?


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