domenica 29 gennaio 2012

Cavitazione: indicazioni ed effetti collaterali


Trattamento di cavitazione nella zona delle "culotte de cheval"
Riprendo il discorso dal post precedente per entrare più nel dettaglio degli effetti degli ultrasuoni sui tessuti umani. 



Principalmente, gli effetti dell'onda ultrasonica riguardano il riscaldamento dei tessuti attraversati ed il fenomeno fisico detto “cavitazione”.
Mentre il concetto di riscaldamento è di facile comprensione, occorre definire meglio l’effetto di cavitazione: essa consiste nella formazione di micro bolle nei citoplasma cellulare.

Dato che i tessuti contengono acqua, la pressione meccanica delle onde ultrasoniche spinge l'acqua in profondità. Quando l’acqua incontra ostacoli di una certa densità, viene bloccata e quindi compressa fino al punto in cui, l'energia contenuta nelle molecole supera il limite, per cui queste esplodono provocando microbolle di vapore, che sono delle vere onde d’urto, con una quantità d'energia tale da creare delle alterazioni sui tessuti. Questo è in sostanza, ciò che s’intende per cavitazione.

Se si utilizzano apparecchi ad ultrasuoni a bassa frequenza, cioè con lunghezze d'onda in KHz e si usa una potenza di circa 1000 watt/cmq, le onde d'urto sono in grado di penetrare parecchio in profondità e possono generare fenomeni dannosi.
Con queste energie in gioco, come spiega il Professor Bacci, si ottiene anche il riscaldamento dei tessuti, che causa:
degenerazione proteica
alterazioni del DNA
lesioni delle membrane
necrosi cellulare

La cavitazione nel tessuto adiposo
Nel tessuto adiposo esiste solo il 7% d'acqua, per cui il fenomeno della cavitazione risulta molto scarso. Tuttavia, se nel tessuto adiposo si infiltra un'idonea quantità di acqua, o soluzione fisiologica, la cavitazione così ottenuta danneggia la parete cellulare dell'adipocita attraverso la “lipoclasi” e fa uscire gli acidi grassi, che verranno poi riassorbiti dall'organismo e dal fegato.

Per lipoclasi si intende la deframmentazione dell’adipocita, cioè la sua rottura.

In Estetica Professionale non medica
sono permessi ultrasuoni ad alta frequenza, dosati in MHz, che non raggiungono i tessuti più profondi. Questa tecnologia è usata per produrre un discreto aumento di temperatura tessutale, la quale permette una moderata lipolisi fisiologica del tessuto adiposo superficiale, senza generare lipoclasi. Ne consegue una modesta attivazione del metabolismo fisiologico adiposo, senza rottura delle cellule adipose e conseguente pericolosa liberazione degli acidi grassi nei tessuti.

L’aumento di temperatura e la vibrazione dei tessuti stimola anche la produzione di nuovo collagene, riducendo le briglie fibrose. Il trattamento con ultrasuoni ad altra frequenza permette anche di ottenere:

migliore uniformità del tessuto
migliore vascolarizzazione
minor presenza di cellulite

Indicazioni
Gli apparecchi ad ultrasuoni ad alta frequenza (dosati in MHz) aiutano a migliorare la consistenza e la compattezza del tessuto, la tonicità cutanea e favoriscono la riduzione dell'edema e della lassità.


Inoltre, gli ultrasuoni ad alta frequenza possono essere usati anche per veicolare nel sottoderma sostanze ad azione topica, tipicamente

> lipolitiche, ma anche
> anti age

Suggerimenti per il corretto utilizzo degli ultrasuoni
Le recenti schede tecniche ministeriali collegate alla Nuova Legge Estetica ammettono all'uso estetico non medico gli apparecchi che generano ultrasuoni ad altra frequenza, compresi nella fascia fra 0,8MHz e 3,5MHz, con una densità  massima di
potenza di 3Watt/cmq. 



Per ragioni di sicurezza devono essere esclusi dai trattamenti i soggetti con lesioni cutanee nell’area da trattare. Inoltre è sconsigliato l'impiego vicino a strutture ossee e cartilagini.


Risultano particolarmente pericolose:
le zone delle culotte de cheval, per la presenza femorale
la regione dell'apparato femminile riproduttivo (quindi il basso ventre)
gli arti che presentano varici

In tali zone, l'uso di apparecchi ad ultrasuoni a bassa frequenza (cioè quelli dosati in KHz ed esclusi dal settore estetico) ha portato alla segnalazione (da confermare) di danni alle articolazioni delle mani dell'estetista che usa gli ultrasuoni nell’adiposità dell'addome, plicando la cute con le dita.

Hai un apparecchio ad ultrasuoni, o pensi di inserirne uno in Istituto?

Vuoi essere sicura che i parametri delle tue apparecchiature estetiche siano a norma?

Allora scarica subito le schede tecnico-informative delle apparecchiature estetiche ammesse all’uso nei Centri Estetici, secondo la Nuova Legge Estetica del Luglio 2011, che ha posto in vigore il Decreto Legge del del 12 Maggio 2011.

Clicca sul link qui sotto e compila il form di richiesta gratuita:




Materiale tratto da NT International.

Nel prossimo post daremo uno sguardo fuori dall’Italia, per capire qual’è la situazione delle apparecchiature estetiche negli Istituti di Bellezza e che tipo di normative vigono fuori dai nostri confini. Scoprirai cose insospettabili...

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mercoledì 25 gennaio 2012

Verità e falsi miti sulla cavitazione in Estetica

Trattamenti estetici con ultrasuoni cavitazionali

La cavitazione è uno dei fenomeni più discussi nell'ambito dell'Estetica Professionale e della Medicina Estetica ed è generata mediante apparecchi ad ultrasuoni.

La tecnologia ad ultrasuoni è largamente impiegata, essendo sempre più numerose le apparecchiature estetiche, o per medicina estetica, che usano gli ultrasuoni per contrastare la cellulite e l'adiposità localizzata, senza considerare le applicazioni per il ringiovanimento anti age, che vedono anch’esse l’impiego crescente degli ultrasuoni.

Al riguardo, ciò che è importante sapere è che, in base alla potenza di emissione delle apparecchiature ad ultrasuoni, queste possono essere utilizzate dall'Estetista, o dal Medico Estetico.

Per far luce su questa diffusa, quanto discussa tecnologia, è stato interpellato il Professor Pier Antonio Bacci, Presidente dell’Accademia Italiana di Flebologia e Patologie Estetiche di Arezzo e Docente Master di Medicina Estetica nell'Università di Siena.

Al Prof. Bacci è stato chiesto di spiegare quali sono le principali caratteristiche degli apparecchi ad ultrasuoni, indirizzati rispettivamente agli studi di Medicina Estetica ed ai Centri Estetici.

Il Professore ha quindi iniziato con lo spiegare che gli ultrasuoni sono onde meccaniche che vibrano a frequenze molto superiori a quelle di norma udibili dall'orecchio umano. Queste onde meccaniche creano delle attività di compressione e decompressione capaci di generare particolari reazioni sui tessuti biologici. 



Distinzione degli apparecchi ad ultrasuoni

Gli apparecchi in oggetto si distinguono in ultrasuoni ad alta frequenza, quando generano onde meccaniche con frequenze dosate in MegaHertz (MHz, cioè 1.000.000 di Hertz) ed in ultrasuoni a bassa frequenza, quando generano onde meccaniche con frequenze dosate in KiloHertz (KHz, cioè 1.000 Hertz). 



Cosa significa Herz?

Si indica con “Herz” quante volte, un qualsiasi tipo di evento, si ripete nell’unità di tempo, espressa in secondi.
Quindi:

1MHz, cioè 1.000.000 di Hertz, significa che un determinato tipo di evento si verifica
1 milione di volte al secondo
.
1KHz, cioè 1.000 Herz, indica invece che un determinato tipo di evento si verifica
mille volte al secondo
.

Parlando di ultrasuoni quindi, l’evento in questione sono le onde meccaniche create dall’apparecchiatura estetica (o medica) in oggetto.


Più la frequenza delle onde meccaniche è elevata, minore è la profondità della loro azione nei tessuti, per cui gli ultrasuoni ad alta frequenza (in MHz, o milioni di Herz) vengono impiegati per applicazioni più superficiali, come ad esempio la fisioterapia e la flebolinfologia. Essi infatti penetrano poco nei tessuti, al massimo 3-4cm e quindi hanno una bassa invasività.



Più la frequenza delle onde meccaniche è bassa, maggiore è la profondità che queste riescono a raggiungere (ultrasuoni a bassa frequenza, dosati in KHz, o migliaia di Herz). Questo tipo di ultrasuoni ha quindi alta invasività, penetrando ben oltre i 3-4cm. Basta pensare che gli apparecchi ad ultrasuoni che usano una frequenza di 42KHz (42.000 herz, o 42.000 onde meccaniche al secondo), sono usati per bombardare i calcoli renali e le calcificazioni articolari.


Cosa implica questa distinzione?
In base a questa prima distinzione, il medico può usare tutte le lunghezze d'onda ultrasonica mentre, per ragioni di sicurezza, in Estetica Professionale non medica si possono usare solo macchine ad ultrasuoni ad alta frequenza, cioè apparecchi ad ultrasuoni con frequenza compresa tra 0,8 MHz e 3,5Mhz. 



Questa prima specifica sulle frequenze degli apparecchi ad ultrasuoni va poi correlata alla densità di potenza dell’apparecchiatura in questione, rappresentata dalla potenza irradiata dal manipolo rapportata alla superficie dello stesso.


Tutti questi parametri funzionali (densità di potenza inclusa) sono chiaramente specificati e disciplinati dalla SCHEDA TECNICO-INFORMATIVA n. 2A, allegata al Decreto Legge del 12 Maggio 2011, detto anche “Nuova Legge Estetica”, che ha integrato la Legge 1 1990, che disciplina l’attività delle Estetiste.

Per fare chiarezza su questo tema così discusso, come prima cosa scarica gratuitamente il testo del Decreto Legge del 12 Maggio 2011 e le SCHEDE TECNICO-INFORMATIVE, cliccando sul link qui sotto e compilando il form di richiesta:


 

Nel prossimo post si parla di:
effetti fisiologici degli ultrasuoni sul materiale biologico
indicazioni ed effetti collaterali degli ultrasuoni e della cavitazione
come utilizzare correttamente gli ultrasuoni
 

Hai un apparecchio ad ultrasuoni, o pensi di acquistarne uno per il tuo Istituto?


Allora procurati subito le schede tecnico informative delle apparecchiature estetiche ammesse all’uso nei Centri Estetici, secondo la Nuova Legge Estetica del luglio 2011, che ha posto in vigore il Decreto Legge del del 12 Maggio 2011:

Clicca sul link qui sotto e compila il form di richiesta gratuita:



Informazioni tratte dalla rivista NT International

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lunedì 2 gennaio 2012

Cavitazione e luce pulsata? Un pò di decenza, adesso!



Valerio mi ha scritto questo messaggio:

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"Un po' di decenza adesso, basta parlare sempre di soldi e di macchinari a norma e non. Il rischio vero e' dato dalla maggior parte di estetiste che non sono aggiornate, e si stima siano tante, troppe. I danni seri si fanno anche con le mani nude, con le cere e con le stupidate che si raccontano in cabina. Se dovete spendere parole allora datevi da fare per la formazione, ma non corsi di qualche giornata, formazione seria con esami veri, non come quelli che si fanno per certificare un'estetista".
Valerio

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ECCO LA MIA RISPOSTA "PUBBLICA":

Caro Valerio, sono d'accordo che l'aggiornamento dell'Estetista sia un nodo cruciale e penso che la sua mancanza sia causa di tanti problemi.

Non condivido però la passività di aspettare che qualcuno si accorga dei miei bisogni formativi e confezioni per me informazioni e strumenti che mi permettano di lavorare con piena professionalità!

Ciò che faccio ogni giorno nel mio lavoro è frutto, oltre che dell'esperienza sul campo, anche dei miei studi da autoditatta: ho cercato informazioni e seguito (tutt'ora seguo) corsi in tante materie diverse: fisiologia, anatomia, marketing, grafica, programmazione, comunicazione, pnl, ecc.

Non ho mai preteso, né atteso che qualcuno mi leggesse nel pensiero e confezionasse per me un bel corso di formazione cucito sulle mie esigenze. Mi sono messo in cerca autonomamente e la formazione me la sono costruita ad-hoc, in base a ciò che voglio fare, a ciò che percepisco succedere la fuori ed a come penso che stia evolvendo il mondo.

In questi anni ho conosciuto Estetiste molto preparate: preparazione ottenuta, oltre che con l'esperienza, informandosi e studiando autonomamente ciò che sentivano necessario approfondire e non certo aspettando che e piovesse dal cielo il corso di formazione che desideravano! E i risultati si vedono!

Il mondo sta cambiando troppo velocemente per aspettare che siano gli altri a bussare alla nostra porta per porgerci ciò di cui abbiamo bisogno!

Il fatto stesso che tu mi stia leggendo significa che hai cercato informazioni su qualche argomento concernente l'estetica, di cui hai sentito il bisogno di saperne di più, non è vero?

Questa è la sola strada per affrontare i tempi che verranno: guardarci dentro senza timori, individuare le nostre aree di criticità, ciò in cui sentiamo il bisogno di migliorare od approfondire e metterci in cerca di informazioni specifiche su questi argomenti. Viviamo o no nell'era dell'informazione?!

Qualche riflessione:

Se "danni seri si fanno anche con le mani nude", come dici tu, non è allora ipotizzabile che ciò sia più probabile con apparecchiature estetiche, soprattutto se fuori norma, come ad esempio la cavitazione e la luce pulsata e costruite con criteri vaghi, o "scopiazzate" a destra e a manca, come ormai è prassi in questo settore (e non solo)?

"Tacere per decenza" a chi porta vantaggio? All'Estetista non penso proprio. Mi viene il dubbio che tu faccia parte di un'altra categoria...

Noi organizziamo anche Workshop di formazione per Estetiste. I nostri Workshop non si basano sulla durata (indicatore ben poco significativo per valutare la bontà di un corso), ma sulla Qualità, unicità e specificità delle informazioni erogate.

Questo è il mio pensiero, grazie d'avermi dato occasione per esprimerlo.

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A questo punto mi sono chiesto


come estetista, c'è un argomento che sai di dover "studiare", qualcosa su cui senti di non sapere abbastanza e che vorresti conoscere più a fondo?

c'è qualcosa nella tua professione di Estetista che ti preme approfondire e di cui hai difficoltà a trovare informazioni?

Scrivilo nei commenti qui sotto: in base alle risposte, studierò come raccogliere ed implementare le informazioni, calibrandole verso le tue necessità.

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